Vangelo di mercoledì 13 aprile 2020.

+ Dal Vangelo secondo Giovanni.

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:
«Io sono la vite vera e il Padre mio è l’agricoltore. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia, e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto. Voi siete già puri, a causa della parola che vi ho annunciato.
Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può portare frutto da se stesso se non rimane nella vite, così neanche voi se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e secca; poi lo raccolgono, lo gettano nel fuoco e lo bruciano.
Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quello che volete e vi sarà fatto. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli».

Parola del Signore.

Commento di Paolo Curtaz.

Affinchè la vite porti frutto occorre potarla: il tralcio, accorciato al punto giusto, concentra tutte le sue energie nel futuro grappolo d’uva. Ma il tralcio non capisce cosa sta succedendo, mentre la lama lo taglia, facendolo soffrire. La vita ci pote in abbondanza: delusioni, fatiche, malattie, periodi ” giù “; è piuttosto inevitabile e lo sappiamo anche se ci ribelliamo, ci intristiamo, fuggiamo il dolore e la correzione. Come viviamo le potature della vita? Il Signore ci invita a viverle nel positivo, come occasione, come possibilità. Certo, lo scrivo e ne sono perplesso: quanto amor proprio devo mettere da parte, quanta pazienza esercitare, quanto equilibrio mettere in atto per non scoraggiarmi e deprimermi, per non offendermi e prendermela con Dio! Eppure, è un tragitto obbligato: l’accettazione serena ( mai rassegnata ) delle contraddizioni della vita concentra la linfa vitale della mia vita in luoghi e situazioni inattesi e con risultati – credetemi – davvero sorprendenti. Animo, allora, le potature sono necessarie, così come la dolorosa potatura degli apostoli, li ha resi davvero maturi e riflessivi, capaci di annuncio e di martirio.

Preghiera.

Signore Gesù, donami il tuo Spirito di amore, perchè possa vivere sempre più unito a te. Signore Gesù, donami il tuo Spirito di fortezza perchè impari a non chiudermi nell’egoismo, ma ad aprirmi agli altri, amandoli come tu li ami. Signore Gesù, donami il tuo Spirito di sapienza perchè sappia diffondere la tua gioia.

Vangelo di mercoledì 13 aprile 2020.

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