Vangelo di giovedì 7 maggio 2020.

+ Dal Vangelo secondo Giovanni.

[Dopo che ebbe lavato i piedi ai discepoli, Gesù] disse loro:
«In verità, in verità io vi dico: un servo non è più grande del suo padrone, né un inviato è più grande di chi lo ha mandato. Sapendo queste cose, siete beati se le mettete in pratica.
Non parlo di tutti voi; io conosco quelli che ho scelto; ma deve compiersi la Scrittura: “Colui che mangia il mio pane ha alzato contro di me il suo calcagno”. Ve lo dico fin d’ora, prima che accada, perché, quando sarà avvenuto, crediate che Io sono.
In verità, in verità io vi dico: chi accoglie colui che io manderò, accoglie me; chi accoglie me, accoglie colui che mi ha mandato».

Parola del Signore.

Commento di Paolo Curtaz.

Gesù stabilisce una catena di affetto e di evangelizzazione fra sè e il Padre e fra sè e il discepolo. Come un ruscello d’acqua che, dalla sorgente, a cascata giunge fino a noi. Impressiona la determinazione con cui Gesù si lega al Padre, e su questo abbiamo lungamente meditato in questi mesi ma, anche la determinazione con cui Gesù si lega a noi, a me. Entrare in una prospettiva ecclesiale significa credere che non siamo qui a sostenere un’organizzazione no profit più o meno meritevole, ma assumersi l’onere e l’onore di continuare l’opera del maestro Gesù, in attesa che egli torni. Questo non significa che tutto ciò che facciamo e diciamo vada bene: quanti errori facciamo pensando di esere inviati da Dio! e Gesù lo ricorda fortemente: è pienamemnte consapevole del fatto che, tra gli apostoli, ci sono dei limiti, anche giganteschi, come nel caso di Giuda o di Pietro. Ma questi limiti non necessariamente ostacolano l’opera del Signore. Fa una certa impressione annunciare il Vangelo sapendo che è il desiderio del Signore per ciascuno di noi. Grati di tanta fiducia e di tanta responsabilità, noi per primi ascoltiamo ciò che proclamiamo….

Preghiera.

Signore Gesù, tu che sei venuto per mostrarci l’amore misericordioso del Padre, fa’ conoscere ai tuoi tale amore col loro cuore e la loro anima. Così spesso ci sentiamo soli, non amati e smarriti in questa valle di lacrime. Desideriamo sentire affetto, premura e compassione, ma soffriamo a causa del buio, di un vuoto, di una paralisi interiore. Ti prego: vieni, Signore Gesù, vieni. ( H. I. M. Nouwen ).

Vangelo di giovedì 7 maggio 2020.

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