Vangelo di mercoledì 6 maggio 2020.

+ Dal Vangelo secondo Giovanni.

In quel tempo, Gesù esclamò:
«Chi crede in me, non crede in me ma in colui che mi ha mandato; chi vede me, vede colui che mi ha mandato. Io sono venuto nel mondo come luce, perché chiunque crede in me non rimanga nelle tenebre.
Se qualcuno ascolta le mie parole e non le osserva, io non lo condanno; perché non sono venuto per condannare il mondo, ma per salvare il mondo.
Chi mi rifiuta e non accoglie le mie parole, ha chi lo condanna: la parola che ho detto lo condannerà nell’ultimo giorno. Perché io non ho parlato da me stesso, ma il Padre, che mi ha mandato, mi ha ordinato lui di che cosa parlare e che cosa devo dire. E io so che il suo comandamento è vita eterna. Le cose dunque che io dico, le dico così come il Padre le ha dette a me».

Parola del Signore.

Commento di Paolo Curtaz.

E’ esigente, la misericordia. Proprio ieri dicevamo che il buon pastore ama gratuitamente ma il suo amore è esigente. Oggi, in questo mondo superficiale in cui tutto si amplifica, si confonde la misericordia con l’amnistia, come se un generico volemose bene ci aiutasse ad uscire dalla tenebra che continuamente ci attira. No, certo: scoprire che Dio mi ama senza condizione mi converte, mi riaccende il desiderio di tornare nell’ovile, di vedermi con uno sguardo nuovo. Gesù non giudica, ci mancherebbe. Ma la vita sì! E i nostri errori ci distruggono e, spesso, non siamo più in grado di rialzarci. Il Pastore ci ama teneramente, certo, ma vuole che le pecore crescano. Allatta l’agnello rimasto solo, va in cerca della pecora persa, eccome, ma perchè diventino autonomi. L’amore è libero e liberante ma anche tremendamente esigente. Gesù non giudica, ovvio, ma le parole che ha detto rimangono come pietra d’inciampo e quelle sì che ci mettono in crisi, ci obbligano a riflettere, ci spingono verso il cambiamento, anche radicale, delle nostre vite. Lasciamo che l’amore ci spinga alla conversione!

Preghiera.

Dammi, o Padre, di lasciarmi permeare da queste tue parole di salvatore e di giudice. Fà che, carico di miserie come sono, non perda la fiducia, non mi allontani da te, rattristato e sfiduciato, ma accorra da te per lasciarmi illuminare dalla tua luce, rinvigorire dalla tua vitalità, desideroso di riprendere la tua via. Concedi al mio cuore spaurito di vedere sotto la durezza delle tue parole la volontà di recuperarmi e salvarmi. Dammi quindi di sentirle come un aiuto concreto per non perdere la vita eterna che tu hai preparato per me.

Vangelo di mercoledì 6 maggio 2020.

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