Piccola liturgia familiare per domenica 29 marzo 2020.

G: Genitori T: Tutti F: Figlio

Si può preparare l’ambiente mettendo in evidenza un’immagine sacra o la Bibbia e accendendo la candela; è bene che tutto sia ordinato, che ci sia uno “stacco” dalle cose ordinarie di casa per accogliere il Signore che viene in mezzo a noi.

G: Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.

T: AMEN

G: Vieni Signore in mezzo a noi che oggi celebriamo il giorno della tua risurrezione

T: Vieni, Signore

G: Anche se oggi non possiamo andare in Chiesa, questo non è un giorno come gli altri giorni; oggi è la domenica, il giorno della nuova creazione, il giorno in cui ricordiamo il nostro battesimo, il giorno in cui tu fai nuove tutte le cose.

T: Vieni, Signore e rendici nuovi con te.

G: Gesù ha detto: “dove sono due o tre riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro”; Il Signore è qui in mezzo a noi, nella nostra casa. Riconosciamo i segni della sua presenza ringraziando il Signore per le cose belle che ci ha donato in questa settimana.

Iniziando dai genitori, ognuno può dire semplicemente uno o più cose belle che in questa settimana sono successe e che ci testimonino la presenza del Signore accanto a noi.

G: Forse durante questa settimana non ci siamo sempre comportati come discepoli di Gesù. Possiamo chiedere perdono al Signore e, se c’è bisogno, possiamo chiederci perdono anche fra noi.

Iniziando dai genitori possiamo fare un breve esame di coscienza per chiedere perdono al Signore.

G: Leggiamo ora il vangelo di questa domenica che ci racconta un episodio molto difficile per Gesù; Lazzaro, il suo amico, era ammalato ed è morto e Gesù, inaspettatamente lo risuscita:

F: Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, le sorelle di Lazzaro mandarono a dire a Gesù: «Signore, ecco, colui che tu ami è malato». All’udire questo, Gesù disse: «Questa malattia non porterà alla morte, ma è per la gloria di Dio, affinché per mezzo di essa il Figlio di Dio venga glorificato». Gesù amava Marta e sua sorella e Lazzaro. Quando sentì che era malato, rimase per due giorni nel luogo dove si trovava. Poi disse ai discepoli: «Andiamo di nuovo in Giudea!». Quando Gesù arrivò, trovò Lazzaro che già da quattro giorni era nel sepolcro. Marta, come udì che veniva Gesù, gli andò incontro; Maria invece stava seduta in casa. Marta disse a Gesù: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto! Ma anche ora so che qualunque cosa tu chiederai a Dio, Dio te la concederà». Gesù le disse: «Tuo fratello risorgerà». Gli rispose Marta: «So che risorgerà nella risurrezione dell’ultimo giorno». Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno. Credi questo?». Gli rispose: «Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, colui che viene nel mondo». Gesù si commosse profondamente e, molto turbato, domandò: «Dove lo avete posto?». Gli dissero: «Signore, vieni a vedere!». Gesù scoppiò in pianto. Dissero allora i Giudei: «Guarda come lo amava!». Ma alcuni di loro dissero: «Lui, che ha aperto gli occhi al cieco, non poteva anche far sì che costui non morisse?». Allora Gesù, ancora una volta commosso profondamente, si recò al sepolcro: era una grotta e contro di essa era posta una pietra. Disse Gesù: «Togliete la pietra!». Gli rispose Marta, la sorella del morto: «Signore, manda già cattivo odore: è lì da quattro giorni». Le disse Gesù: «Non ti ho detto che, se crederai, vedrai la gloria di Dio?». Tolsero dunque la pietra. Gesù allora alzò gli occhi e disse: «Padre, ti rendo grazie perché mi hai ascoltato. Io sapevo che mi dai sempre ascolto, ma l’ho detto per la gente che mi sta attorno, perché credano che tu mi hai mandato». Detto questo, gridò a gran voce: «Lazzaro, vieni fuori!». Il morto uscì, i piedi e le mani legati con bende, e il viso avvolto da un sudario. Gesù disse loro: «Liberàtelo e lasciàtelo andare». Molti dei Giudei che erano venuti da Maria, alla vista di ciò che egli aveva compiuto, credettero in lui.

Parola del Signore

Dopo un breve momento di silenzio, ognuno può condividere con gli altri quello che lo ha colpito di questo brano del Vangelo.

Se può essere utile, per il confronto, si può usare questa traccia. Possiamo chiederci:

Anche questa domenica il modo di agire di Gesù è sconcertante. Non si precipita dal suo amico ammalato, ma si ferma appositamente lì dove si trova, dichiarando che quella malattia sarà per la gloria di Dio, un po’ come aveva detto ai discepoli riguardo al cieco nato. Sembra che Gesù tradisca il suo amico e le sorelle di lui. Ci chiediamo:

– Cosa significa che una malattia è per la gloria di Dio? Come può un male farci vedere un bene? Ci è mai capitato? Questa malattia che sta colpendo molte persone, come può essere per la gloria di Dio? A quali condizioni?

– A Marta che dichiara la sua fede, Gesù si rivela come la risurrezione e la vita e colui che consente la vita anche a chi muore. Sentiamo forte questa fede in Gesù che è vincitore della morte? Come vince la morte Gesù? Come a Lazzaro o in modo diverso?

– Le lacrime di Gesù sono lacrime d’amore per la morte del suo amico. Gesù non è indifferente alla morte; ma sono le lacrime di commozione anche per la fiducia dell’amico Lazzaro, che non contesta e che, al grido di Gesù, subito viene fuori, quasi come se stesse attendendo quelle parole. È bella la fedeltà di Lazzaro che si lascia prendere dalla morte sicuro che Gesù verrà per salvarlo. Abbiamo noi la stessa fede di Lazzaro? Che fede è la nostra?

Professione di fede (per chi vuole)

G: Insieme a quegli uomini e donne che hanno assistito alla risurrezione di Lazzaro e hanno creduto in Gesù, anche noi facciamo oggi la nostra professione di fede:

Io credo in Dio, Padre Onnipotente, Creatore del Cielo e della Terra; e in Gesù Cristo, Suo unico Figlio, nostro Signore, il quale fu concepito di Spirito Santo, nacque da Maria Vergine, patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morì e fu sepolto; discese agli inferi, il terzo giorno risuscitò da morte; salì al Cielo, siede alla destra di Dio Padre Onnipotente; di là verrà a giudicare i vivi e i morti. Credo nello Spirito Santo, la Santa Chiesa Universale, la comunione dei Santi, la remissione dei peccati, la risurrezione della carne, la vita eterna. Amen

Preghiamo insieme

G: Dopo aver ascoltato la parola che Dio ha voluto rivolgerci oggi, anche noi rivolgiamo a Dio la nostra preghiera dicendo: Ascoltaci Signore!

– Per la Chiesa di Dio, per il Papa, per i Vescovi e per la nostra parrocchia. Preghiamo

– Per la pace nel mondo, soprattutto per la Siria. Preghiamo

– Per tutti gli ammalati, per tutti i medici e gli infermieri. Preghiamo

– Per la nostra famiglia perché il Signore le conceda salute e pace. Preghiamo

– Per tutti coloro che hanno paura, perché il Signore li consoli. Preghiamo

– Per tutti coloro che in questo periodo sono in crisi con la loro fede. Preghiamo

– Per tutti coloro che hanno timore di perdere il loro lavoro. Preghiamo

– Per tutte le famiglie in difficoltà. Preghiamo

– Per tutte le famiglie che hanno i figli lontani in altri paesi del mondo. Preghiamo

– Per i nostri morti. Preghiamo

– Per coloro che sono colpiti dal lutto dei loro cari. Preghiamo

Si possono aggiungere anche altre preghiere.

G: Preghiamo insieme con la preghiera che Gesù ci ha insegnato, quella in cui ci insegna ad adorare il Padre in spirito e verità.

Padre nostro …

G: Vieni in nostro aiuto, Padre misericordioso, perché possiamo vivere e agire sempre in quella carità, che spinse il tuo Figlio a dare la vita per noi. Egli vive e regna nei secoli dei secoli.

T: Amen

G: Il Signore ci benedica e ci protegga.

T: Amen

G: Faccia splendere il suo volto su di noi e ci doni la sua misericordia.

T: Amen

G: Rivolga su di noi il suo sguardo e ci doni la sua pace.

T: Amen

Riflessione sul Vangelo di oggi

Nel Vangelo sono tante le persone incontrate da Gesù: molti sono guariti, altri con lui discutono… di pochi, però, conosciamo il loro nome. Lazzaro, con le sorelle Marta e Maria, è uno di quei pochi… Lazzaro è l’amico di Gesù, per lui Egli piange, soffre, per lui si fa in quattro. Prega il Padre suo e, stando fuori dal sepolcro, lo chiama per nome: “Lazzaro, vieni fuori!”. Gesù fa tornare alla vita l’amico Lazzaro, lo chiama per nome, lo invita a venir fuori, cioè ad uscire dal buio della morte per entrare nella luce della vita. Gesù invita Lazzaro ad abbandonare ciò che lo tiene legato alla terra, lo invita a liberarsi dei preconcetti su Dio, ad abbandonare ogni pregiudizio: Dio è Padre che si prende cura dell’uomo, lo chiama per nome. Per Dio noi siamo così importanti da chiamarci sempre per nome, non siamo mai un oggetto o una cosa… anche se noi tante volte consideriamo Dio e gli altri delle “cose”, Dio continua a chiamarmi col mio nome, per Lui io sono unico ed irripetibile! Che bello sapere che anche oggi Gesù mi chiama col mio nome e mi invita ad uscire fuori, ad abbandonare tutti quegli atteggiamenti sbagliati che mi impediscono di vivere in pienezza la mia vita di figlio di Dio!

Ripartendo dal Battesimo

All’inizio del rito del battesimo siamo stati chiamati per nome. Il nome accompagna tutta la nostra vita; sanno il nostro nome e ci chiamano per nome le persone che ci conoscono.

Per prima cosa è stato chiesto ai nostri genitori “che nome date al vostro bambino?”, che bello! Cosa è successo è successo per me, mi riguarda personalmente. Un istante prima di ricevere il battesimo siamo stati chiamati di nuovo per nome.

Dio conosce i nostri nomi e ci chiama per nome, si rivolge personalmente a ciascuno di noi. In preghiera…

Ti ringrazio, Signore, perché non mi lasci mai solo. Mi chiami per nome e mi fai sentire unico e prezioso ai tuoi occhi. Aiutami a rinascere a vita nuova, ad uscire dai sepolcri della paura, del dubbio, della solitudine, per tornare ad abitare nella gioia della tua amicizia.

Mi impegno…

a fermarmi ogni sera per gustare la gioia del sentirmi chiamato da Lui, a dire il mio grazie per l’Amore che il Signore ha verso di me e affidare a Lui la mia vita

Piccola liturgia familiare per domenica 29 marzo 2020.

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