Liturgia famigliare per domenica 22 marzo 2020.

 G: Genitori T: Tutti F: Figlio

Si può preparare l’ambiente mettendo in evidenza un’immagine sacra o la Bibbia e accendendo la candela; è bene che tutto sia ordinato, che ci sia uno “stacco” dalle cose ordinarie di casa per accogliere il Signore che viene in mezzo a noi.

G: Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.

T: AMEN 

G: Vieni Signore in mezzo a noi che oggi celebriamo il giorno della tua risurrezione

T: Vieni, Signore

G: Anche se oggi non possiamo andare in Chiesa, questo non è un giorno come gli altri giorni; oggi è la domenica, il giorno della nuova creazione, il giorno in cui ricordiamo il nostro battesimo, il giorno in cui tu fai nuove tutte le cose.

T: Vieni, Signore e rendici nuovi con te.

G: Gesù ha detto: “dove sono due o tre riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro”; Il Signore è qui in mezzo a noi, nella nostra casa. Riconosciamo i segni della sua presenza ringraziando il Signore per le cose belle che ci ha donato in questa settimana.

Iniziando dai genitori, ognuno può dire semplicemente uno o più cose belle che in questa settimana sono successe e che ci testimonino la presenza del Signore accanto a noi.

G: Forse durante questa settimana non ci siamo sempre comportati come discepoli di Gesù. Possiamo chiedere perdono al Signore e, se c’è bisogno, possiamo chiederci perdono anche fra noi.

Iniziando dai genitori possiamo fare un breve esame di coscienza per chiedere perdono al Signore.

G: Leggiamo ora il vangelo di questa domenica che ci racconta l’incontro di Gesù con un uomo cieco dalla nascita:

F: Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesù passando vide un uomo cieco dalla nascita; sputò per terra, fece del fango con la saliva, spalmò il fango sugli occhi del cieco e gli disse: «Va’ a lavarti nella piscina di Sìloe», che significa “Inviato”. Quegli andò, si lavò e tornò che ci vedeva. Allora i vicini e quelli che lo avevano visto prima, perché era un mendicante, dicevano: «Non è lui quello che stava seduto a chiedere l’elemosina?». Alcuni dicevano: «È lui»; altri dicevano: «No, ma è uno che gli assomiglia». Ed egli diceva: «Sono io!». Condussero dai farisei quello che era stato cieco: era un sabato, il giorno in cui Gesù aveva fatto del fango e gli aveva aperto gli occhi. Anche i farisei dunque gli chiesero di nuovo come aveva acquistato la vista. Ed egli disse loro: «Mi ha messo del fango sugli occhi, mi sono lavato e ci vedo». Allora alcuni dei farisei dicevano: «Quest’uomo non viene da Dio, perché non osserva il sabato». Altri invece dicevano: «Come può un peccatore compiere segni di questo genere?». E c’era dissenso tra loro. Allora dissero di nuovo al cieco: «Tu, che cosa dici di lui, dal momento che ti ha aperto gli occhi?». Egli rispose: «È un profeta!». Gli replicarono: «Sei nato tutto nei peccati e insegni a noi?». E lo cacciarono fuori. Gesù seppe che l’avevano cacciato fuori; quando lo trovò, gli disse: «Tu, credi nel Figlio dell’uomo?». Egli rispose: «E chi è, Signore, perché io creda in lui?». Gli disse Gesù: «Lo hai visto: è colui che parla con te». Ed egli disse: «Credo, Signore!». E si prostrò dinanzi a lui.

Parola del Signore

 Dopo un breve momento di silenzio, ognuno può condividere con gli altri quello che lo ha colpito di questo brano del Vangelo.

Se può essere utile, per il confronto, si può usare questa traccia. Possiamo chiederci:

I gesti che Gesù compie sono sconcertanti. Proviamo a metterci nei panni di quell’uomo cieco e proviamo a comprendere cosa significhi ricevere quei gesti da uno sconosciuto. A volte Dio interviene nella nostra vita in modo inaspettato e sconcertante.

  • abbiamo la disponibilità di lasciare che Dio agisca nella nostra vita? Abbiamo la disponibilità di fare quei percorsi che Gesù ci indica per poter guarire? Cosa significa andare alla piscina di Siloe?
  • c’è un giudizio duro che viene pronunciato su Gesù dal Sinedrio; ma all’uomo che era stato cieco viene chiesto cosa pensi lui. Abbiamo il coraggio della professione della nostra fede? Cosa pensiamo su Gesù in questo tempo? Cosa diciamo di lui?
  • Gesù si rivela all’uomo che era cieco come il Figlio dell’uomo e quell’uomo aderisce ad una fede piena. Cosa significa per noi oggi dire: credo in te, Signore? Cosa significa avere fede?

Professione di fede (per chi vuole)

G: Insieme all’uomo che era cieco anche noi facciamo oggi la nostra professione di fede:

Io credo in Dio, Padre Onnipotente, Creatore del Cielo e della Terra; e in Gesù Cristo, Suo unico Figlio, nostro Signore, il quale fu concepito di Spirito Santo, nacque da Maria Vergine, patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morì e fu sepolto; discese agli inferi, il terzo giorno risuscitò da morte; salì al Cielo, siede alla destra di Dio Padre Onnipotente; di là verrà a giudicare i vivi e i morti. Credo nello Spirito Santo, la Santa Chiesa Universale, la comunione dei Santi, la remissione dei peccati, la risurrezione della carne, la vita eterna. Amen

Preghiamo insieme

G: Dopo aver ascoltato la parola che Dio ha voluto rivolgerci oggi, anche noi rivolgiamo a Dio la nostra preghiera dicendo: Ascoltaci Signore!

– Per la Chiesa di Dio, per il Papa, per i Vescovi e per la nostra parrocchia. Preghiamo

– Per la pace nel mondo, soprattutto per la Siria. Preghiamo

– Per tutti gli ammalati, per tutti i medici e gli infermieri. Preghiamo

– Per la nostra famiglia perché il Signore le conceda salute e pace. Preghiamo

– Per tutti coloro che hanno paura, perché il Signore li consoli. Preghiamo

– Per tutti coloro che in questo periodo sono in crisi con la loro fede. Preghiamo

– Per tutti coloro che hanno timore di perdere il loro lavoro. Preghiamo

– Per tutte le famiglie in difficoltà. Preghiamo

– Per i nostri morti. Preghiamo

Si possono aggiungere anche altre preghiere.

G: Preghiamo insieme con la preghiera che Gesù ci ha insegnato, quella in cui ci insegna ad adorare il Padre in spirito e verità.

Padre nostro

G: O Padre, che per mezzo del tuo Figlio operi mirabilmente la nostra redenzione, concedi al popolo cristiano di affrettarsi con fede viva e generoso impegno verso la Pasqua ormai vicina. Per Cristo nostro Signore.

T: Amen

G: Il Signore ci benedica e ci protegga.

T: Amen

G: Faccia splendere il suo volto su di noi e ci doni la sua misericordia.

T: Amen

G: Rivolga su di noi il suo sguardo e ci doni la sua pace.

T: Amen

Riflessione sul Vangelo di oggi

Gesù ha festeggiato a Gerusalemme la festa delle capanne, nella quale si invoca l’acqua come dono per la vita, ed uscito dal tempio vede nei pressi della piscina di Sìloe un uomo cieco dalla nascita. Come sempre il “ vedere” di Gesù è diverso da quello dei discepoli. Mentre questi ultimi legano malattia e peccato secondo la dottrina tradizionale, Gesù vede piuttosto la sofferenza ed il grido di aiuto presenti in essa: la malattia diventa l’occasione per l’intervento del Dio che salva. La parola Sìloe significa “ inviato” e Gesù è l”inviato” per compiere le opere di Dio e ciò è possibile finchè è giorno , finchè Egli è nel mondo. Il cieco viene guarito , ed ora non solo vede ma sa: sa di essere stato guarito da Gesù, sa che Dio non ascolta il peccatore ma chi fa la sua volontà, sa che Gesù è l’inviato del Padre per guarire l’umanità. La vita del cristiano è uno stato perenne di conversione, perché obbedendo al Signore ci lasciamo trasformare dalla grazia e dalla luce della Parola di Dio.

Ripartendo dal Battesimo

La candela accesa al Cero Pasquale che riceviamo dopo il Battesimo è simbolo della luce che rischiara il cammino dei neobattezzati. Per poter vedere, per poter camminare abbiamo bisogno di una luce che disperda il buio della notte: la luce della Parola di Dio e del confronto vivo con Gesù (preghiera).

In questa settimana impariamo…..

ad usare il “collirio” del medico Gesù per vedere ogni persona con i suoi occhi ed essere attento ai loro bisogni. Accendiamo la fantasia, ci sono tanti modi………

Dobbiamo quindi riconoscerci sempre ciechi, bisognosi della Grazia che il medico Gesù ci dà per farci vedere di nuovo perché è solo Lui la luce del mondo.

Liturgia famigliare per domenica 22 marzo 2020.

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