Vangelo di venerdì 20 marzo 2020.

+ Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, si avvicinò a Gesù uno degli scribi e gli domandò: «Qual è il primo di tutti i comandamenti?».
Gesù rispose: «Il primo è: “Ascolta, Israele! Il Signore nostro Dio è l’unico Signore; amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza”. Il secondo è questo: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Non c’è altro comandamento più grande di questi».
Lo scriba gli disse: «Hai detto bene, Maestro, e secondo verità, che Egli è unico e non vi è altri all’infuori di lui; amarlo con tutto il cuore, con tutta l’intelligenza e con tutta la forza e amare il prossimo come se stesso vale più di tutti gli olocàusti e i sacrifici».
Vedendo che egli aveva risposto saggiamente, Gesù gli disse: «Non sei lontano dal regno di Dio». E nessuno aveva più il coraggio di interrogarlo.

Parola del Signore

Commento di Paolo Curtaz.

Non siamo lontani dal Regno dei cieli se abbiamo scoperto che l’unica cosa che vale la pena di fare in questa vita è amare e lasciarci amare. Non siamo lontani se abbiamo scoperto che la soregente di questo amore, di ogni amore, è l’Amore stesso. Non siamo lontani se, riempiti da questo Amore cui attingiamo continuamente, siamo diventati capaci di amare gli altri, di vederli non più come scocciatori o nemici, come persone da usare a nostro vantaggio o come ostacoli ma come fratelli diversi da conoscere e accogliere. Non siamo lontani se, alla luce di quell’amore, specchiandoci in quall’amore, siamo diventati capaci di accogliere noi stessi, di non negare le nostre tenebre senza farcene travolgere. Non siamo lontani se abbiamo imparato ad amare noi stessi e gli altri con l’amore che proviene da Dio e a Lui ci rivolgiamo perchè questo amore cresca. Ma, come nel caso del dottore della Legge, il rischio è che tutto questo resti splendida teoria, bella e santa, ma pur sempre teoria. Mettiamoci alla scuola del Signore, impariamo da Lui a passare dalla teoria alla pratica!

Preghiera.

Tu sei, mio Signore, la mia speranza, tu la mia gloria, tu la mia gioia, tu la mia beatitudine. Tu sei la sete del mio spirito. Tu la vita della mia anima. Tu il giubilo del mio cuore. Dove mai potrebbe condurmi il mio stupore, al di sopra di te, Dio mio? Tu sei il principio e il compimento di ogni bene e in te è la dimora di tutti coloro che insieme si rallegrano. ( Gertrude di Hefta ).

Vangelo di venerdì 20 marzo 2020.

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