Liturgia familiare per la domenica delle Palme 2020.

Allestire il luogo con un tavolo (o un angolo) della preghiera con una bella
tovaglia, un’immagine sacra, la Bibbia o il Vangelo, un vaso da fiori vuoto.
Procurarsi un ramo di ulivo
.

INIZIAMO

Tutti in piedi tenendo in mano il “ramo d’olivo” .


G – Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.
T – Amen.
G – Anche oggi, Domenica delle Palme, non possiamo incontrarci in chiesa
per la celebrazione dell’Eucaristia, ma il Signore non ci lascia soli. Lui è con
noi e ci dona la gioia della sua presenza. Oggi iniziamo la Settimana Santa, la settimana della passione, morte e risurrezione di Gesù. Festeggiamo con i rami di ulivo il Messia, mandato dal Padre per salvarci, e apriamo il nostro cuore alla preghiera e all’ascolto della sua Parola che ci chiama a seguirlo fino alla Croce per essere partecipi della sua Risurrezione.


Tutti si raccolgono un momento in preghiera.


G – Preghiamo:
O Dio nostro Padre, noi speriamo in te. Accresci la nostra fede e concedi a noi tuoi fedeli, che rechiamo questi rami in onore di Cristo trionfante, di rimanere uniti a lui, per portare frutti di opere buone. Per Cristo nostro Signore.

ASCOLTIAMO

Tutti si siedono e si mettono in ascolto della Parola del Signore.


Dal vangelo secondo Matteo (21,1-11)
Quando furono vicini a Gerusalemme e giunsero presso Bètfage, verso il monte degli Ulivi, Gesù mandò due discepoli, dicendo loro: «Andate nel villaggio di fronte a voi e subito troverete un’asina, legata, e con essa un puledro. Slegateli e conduceteli da me. E se qualcuno vi dirà qualcosa, rispondete: “Il Signore ne ha bisogno, ma li rimanderà indietro subito”». Ora questo avvenne perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta: «Dite alla figlia di Sion: “Ecco, a te viene il tuo re, mite, seduto su un’asina e su un puledro, figlio di una bestia da soma”». I discepoli andarono e fecero quello che aveva ordinato loro Gesù: condussero l’asina e il puledro, misero su di essi i mantelli ed egli vi si pose a sedere. La folla, numerosissima, stese i propri mantelli sulla strada, mentre altri tagliavano rami dagli alberi e li stendevano sulla strada. La folla che lo precedeva e quella che lo seguiva, gridava: «Osanna al figlio di Davide! Benedetto colui che viene nel nome del Signore! Osanna nel più alto dei cieli!». Mentre egli entrava in Gerusalemme, tutta la città fu presa da agitazione e diceva: «Chi è costui?». E la folla rispondeva: «Questi è il profeta Gesù, da Nàzaret di Galilea».

RIFLETTIAMO

G – Dalla narrazione del vangelo, che racconta l’ingresso di Gesù in
Gerusalemme, ci viene consegnato il segno dell’ulivo o della palma. Un
simbolo semplice che ci comunica però la ricchezza di queste piante, forti e robuste, che producono frutti utili all’uomo e fatti per essere condivisi. Entrambe danno olio adatto a condire gli alimenti. La palma produce il dattero, frutto dolce e squisito per la gioia delle nostre tavole. Le loro foglie ci ricordano il momento della festa gioiosa per Gesù nell’ingresso a Gerusalemme. Ma anche la consapevolezza del dono della sua vita per noi. Al termine del canto mettiamo tutti i rami di ulivo nel vaso sulla tavola.

Si fa una pausa di silenzio per riguardare la lettura e condividere qualche
considerazione sulla Passione di Gesù.

Oppure fare qualche preghiera spontanea alla quale ci uniamo dicendo:
ABBI PIETÀ DI NOI, SIGNORE.


G – Tu che sei salito a Gerusalemme per sostenere la passione e così entrare
nella tua gloria,
T guida alla Pasqua eterna la tua Chiesa pellegrina sulla terra.

G.: Tu che, trafitto dalla lancia, hai versato sangue ed acqua, simbolo dei
sacramenti della tua Chiesa,

T:: guarisci le nostre ferite con la forza vitale della tua grazia.


G.: Tu che dal patibolo della croce hai perdonato al buon ladrone,

T:: perdona anche noi peccatori.

G: Per intercessione della Madre tua, consolatrice degli afflitti, consolaci della tua conasolazione divina,

T.: perché, da te consolati, diffondiamo la gioia in quelli che sono nel dolore.
G.: Fa’ che in mezzo alle lotte e alle prove della vita, ci sentiamo partecipi della tua passione,

T: per sperimentare in noi la forza della tua redenzione.
G.: Trasfigura i corpi dei nostri defunti a immagine del tuo corpo glorioso,

T.: ammetti un giorno anche noi nella Gerusalemme del cielo.

G – Ed ora con le parole stesse di Gesù con spirito di figli diciamo:
T – Padre nostro che sei nei cieli,
sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno,
sia fatta la tua volontà
come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
e rimetti a noi i nostri debiti
come noi li rimettiamo ai nostri debitori,
e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male.


G – O Padre, che sempre ci sostieni con la tua grazia e con la morte del tuo
Figlio ci fai sperare nei beni in cui crediamo, fa’ che per la sua risurrezione
possiamo giungere alla meta della nostra speranza. Per Cristo nostro Signore.
T – Amen


Facendosi il segno della croce il capofamiglia dice:
G – Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita
eterna.
T – Amen

Piccola liturgia familiare per domenica 29 marzo 2020.

G: Genitori T: Tutti F: Figlio

Si può preparare l’ambiente mettendo in evidenza un’immagine sacra o la Bibbia e accendendo la candela; è bene che tutto sia ordinato, che ci sia uno “stacco” dalle cose ordinarie di casa per accogliere il Signore che viene in mezzo a noi.

G: Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.

T: AMEN

G: Vieni Signore in mezzo a noi che oggi celebriamo il giorno della tua risurrezione

T: Vieni, Signore

G: Anche se oggi non possiamo andare in Chiesa, questo non è un giorno come gli altri giorni; oggi è la domenica, il giorno della nuova creazione, il giorno in cui ricordiamo il nostro battesimo, il giorno in cui tu fai nuove tutte le cose.

T: Vieni, Signore e rendici nuovi con te.

G: Gesù ha detto: “dove sono due o tre riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro”; Il Signore è qui in mezzo a noi, nella nostra casa. Riconosciamo i segni della sua presenza ringraziando il Signore per le cose belle che ci ha donato in questa settimana.

Iniziando dai genitori, ognuno può dire semplicemente uno o più cose belle che in questa settimana sono successe e che ci testimonino la presenza del Signore accanto a noi.

G: Forse durante questa settimana non ci siamo sempre comportati come discepoli di Gesù. Possiamo chiedere perdono al Signore e, se c’è bisogno, possiamo chiederci perdono anche fra noi.

Iniziando dai genitori possiamo fare un breve esame di coscienza per chiedere perdono al Signore.

G: Leggiamo ora il vangelo di questa domenica che ci racconta un episodio molto difficile per Gesù; Lazzaro, il suo amico, era ammalato ed è morto e Gesù, inaspettatamente lo risuscita:

F: Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, le sorelle di Lazzaro mandarono a dire a Gesù: «Signore, ecco, colui che tu ami è malato». All’udire questo, Gesù disse: «Questa malattia non porterà alla morte, ma è per la gloria di Dio, affinché per mezzo di essa il Figlio di Dio venga glorificato». Gesù amava Marta e sua sorella e Lazzaro. Quando sentì che era malato, rimase per due giorni nel luogo dove si trovava. Poi disse ai discepoli: «Andiamo di nuovo in Giudea!». Quando Gesù arrivò, trovò Lazzaro che già da quattro giorni era nel sepolcro. Marta, come udì che veniva Gesù, gli andò incontro; Maria invece stava seduta in casa. Marta disse a Gesù: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto! Ma anche ora so che qualunque cosa tu chiederai a Dio, Dio te la concederà». Gesù le disse: «Tuo fratello risorgerà». Gli rispose Marta: «So che risorgerà nella risurrezione dell’ultimo giorno». Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno. Credi questo?». Gli rispose: «Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, colui che viene nel mondo». Gesù si commosse profondamente e, molto turbato, domandò: «Dove lo avete posto?». Gli dissero: «Signore, vieni a vedere!». Gesù scoppiò in pianto. Dissero allora i Giudei: «Guarda come lo amava!». Ma alcuni di loro dissero: «Lui, che ha aperto gli occhi al cieco, non poteva anche far sì che costui non morisse?». Allora Gesù, ancora una volta commosso profondamente, si recò al sepolcro: era una grotta e contro di essa era posta una pietra. Disse Gesù: «Togliete la pietra!». Gli rispose Marta, la sorella del morto: «Signore, manda già cattivo odore: è lì da quattro giorni». Le disse Gesù: «Non ti ho detto che, se crederai, vedrai la gloria di Dio?». Tolsero dunque la pietra. Gesù allora alzò gli occhi e disse: «Padre, ti rendo grazie perché mi hai ascoltato. Io sapevo che mi dai sempre ascolto, ma l’ho detto per la gente che mi sta attorno, perché credano che tu mi hai mandato». Detto questo, gridò a gran voce: «Lazzaro, vieni fuori!». Il morto uscì, i piedi e le mani legati con bende, e il viso avvolto da un sudario. Gesù disse loro: «Liberàtelo e lasciàtelo andare». Molti dei Giudei che erano venuti da Maria, alla vista di ciò che egli aveva compiuto, credettero in lui.

Parola del Signore

Dopo un breve momento di silenzio, ognuno può condividere con gli altri quello che lo ha colpito di questo brano del Vangelo.

Se può essere utile, per il confronto, si può usare questa traccia. Possiamo chiederci:

Anche questa domenica il modo di agire di Gesù è sconcertante. Non si precipita dal suo amico ammalato, ma si ferma appositamente lì dove si trova, dichiarando che quella malattia sarà per la gloria di Dio, un po’ come aveva detto ai discepoli riguardo al cieco nato. Sembra che Gesù tradisca il suo amico e le sorelle di lui. Ci chiediamo:

– Cosa significa che una malattia è per la gloria di Dio? Come può un male farci vedere un bene? Ci è mai capitato? Questa malattia che sta colpendo molte persone, come può essere per la gloria di Dio? A quali condizioni?

– A Marta che dichiara la sua fede, Gesù si rivela come la risurrezione e la vita e colui che consente la vita anche a chi muore. Sentiamo forte questa fede in Gesù che è vincitore della morte? Come vince la morte Gesù? Come a Lazzaro o in modo diverso?

– Le lacrime di Gesù sono lacrime d’amore per la morte del suo amico. Gesù non è indifferente alla morte; ma sono le lacrime di commozione anche per la fiducia dell’amico Lazzaro, che non contesta e che, al grido di Gesù, subito viene fuori, quasi come se stesse attendendo quelle parole. È bella la fedeltà di Lazzaro che si lascia prendere dalla morte sicuro che Gesù verrà per salvarlo. Abbiamo noi la stessa fede di Lazzaro? Che fede è la nostra?

Professione di fede (per chi vuole)

G: Insieme a quegli uomini e donne che hanno assistito alla risurrezione di Lazzaro e hanno creduto in Gesù, anche noi facciamo oggi la nostra professione di fede:

Io credo in Dio, Padre Onnipotente, Creatore del Cielo e della Terra; e in Gesù Cristo, Suo unico Figlio, nostro Signore, il quale fu concepito di Spirito Santo, nacque da Maria Vergine, patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morì e fu sepolto; discese agli inferi, il terzo giorno risuscitò da morte; salì al Cielo, siede alla destra di Dio Padre Onnipotente; di là verrà a giudicare i vivi e i morti. Credo nello Spirito Santo, la Santa Chiesa Universale, la comunione dei Santi, la remissione dei peccati, la risurrezione della carne, la vita eterna. Amen

Preghiamo insieme

G: Dopo aver ascoltato la parola che Dio ha voluto rivolgerci oggi, anche noi rivolgiamo a Dio la nostra preghiera dicendo: Ascoltaci Signore!

– Per la Chiesa di Dio, per il Papa, per i Vescovi e per la nostra parrocchia. Preghiamo

– Per la pace nel mondo, soprattutto per la Siria. Preghiamo

– Per tutti gli ammalati, per tutti i medici e gli infermieri. Preghiamo

– Per la nostra famiglia perché il Signore le conceda salute e pace. Preghiamo

– Per tutti coloro che hanno paura, perché il Signore li consoli. Preghiamo

– Per tutti coloro che in questo periodo sono in crisi con la loro fede. Preghiamo

– Per tutti coloro che hanno timore di perdere il loro lavoro. Preghiamo

– Per tutte le famiglie in difficoltà. Preghiamo

– Per tutte le famiglie che hanno i figli lontani in altri paesi del mondo. Preghiamo

– Per i nostri morti. Preghiamo

– Per coloro che sono colpiti dal lutto dei loro cari. Preghiamo

Si possono aggiungere anche altre preghiere.

G: Preghiamo insieme con la preghiera che Gesù ci ha insegnato, quella in cui ci insegna ad adorare il Padre in spirito e verità.

Padre nostro …

G: Vieni in nostro aiuto, Padre misericordioso, perché possiamo vivere e agire sempre in quella carità, che spinse il tuo Figlio a dare la vita per noi. Egli vive e regna nei secoli dei secoli.

T: Amen

G: Il Signore ci benedica e ci protegga.

T: Amen

G: Faccia splendere il suo volto su di noi e ci doni la sua misericordia.

T: Amen

G: Rivolga su di noi il suo sguardo e ci doni la sua pace.

T: Amen

Riflessione sul Vangelo di oggi

Nel Vangelo sono tante le persone incontrate da Gesù: molti sono guariti, altri con lui discutono… di pochi, però, conosciamo il loro nome. Lazzaro, con le sorelle Marta e Maria, è uno di quei pochi… Lazzaro è l’amico di Gesù, per lui Egli piange, soffre, per lui si fa in quattro. Prega il Padre suo e, stando fuori dal sepolcro, lo chiama per nome: “Lazzaro, vieni fuori!”. Gesù fa tornare alla vita l’amico Lazzaro, lo chiama per nome, lo invita a venir fuori, cioè ad uscire dal buio della morte per entrare nella luce della vita. Gesù invita Lazzaro ad abbandonare ciò che lo tiene legato alla terra, lo invita a liberarsi dei preconcetti su Dio, ad abbandonare ogni pregiudizio: Dio è Padre che si prende cura dell’uomo, lo chiama per nome. Per Dio noi siamo così importanti da chiamarci sempre per nome, non siamo mai un oggetto o una cosa… anche se noi tante volte consideriamo Dio e gli altri delle “cose”, Dio continua a chiamarmi col mio nome, per Lui io sono unico ed irripetibile! Che bello sapere che anche oggi Gesù mi chiama col mio nome e mi invita ad uscire fuori, ad abbandonare tutti quegli atteggiamenti sbagliati che mi impediscono di vivere in pienezza la mia vita di figlio di Dio!

Ripartendo dal Battesimo

All’inizio del rito del battesimo siamo stati chiamati per nome. Il nome accompagna tutta la nostra vita; sanno il nostro nome e ci chiamano per nome le persone che ci conoscono.

Per prima cosa è stato chiesto ai nostri genitori “che nome date al vostro bambino?”, che bello! Cosa è successo è successo per me, mi riguarda personalmente. Un istante prima di ricevere il battesimo siamo stati chiamati di nuovo per nome.

Dio conosce i nostri nomi e ci chiama per nome, si rivolge personalmente a ciascuno di noi. In preghiera…

Ti ringrazio, Signore, perché non mi lasci mai solo. Mi chiami per nome e mi fai sentire unico e prezioso ai tuoi occhi. Aiutami a rinascere a vita nuova, ad uscire dai sepolcri della paura, del dubbio, della solitudine, per tornare ad abitare nella gioia della tua amicizia.

Mi impegno…

a fermarmi ogni sera per gustare la gioia del sentirmi chiamato da Lui, a dire il mio grazie per l’Amore che il Signore ha verso di me e affidare a Lui la mia vita

Liturgia famigliare per domenica 22 marzo 2020.

 G: Genitori T: Tutti F: Figlio

Si può preparare l’ambiente mettendo in evidenza un’immagine sacra o la Bibbia e accendendo la candela; è bene che tutto sia ordinato, che ci sia uno “stacco” dalle cose ordinarie di casa per accogliere il Signore che viene in mezzo a noi.

G: Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.

T: AMEN 

G: Vieni Signore in mezzo a noi che oggi celebriamo il giorno della tua risurrezione

T: Vieni, Signore

G: Anche se oggi non possiamo andare in Chiesa, questo non è un giorno come gli altri giorni; oggi è la domenica, il giorno della nuova creazione, il giorno in cui ricordiamo il nostro battesimo, il giorno in cui tu fai nuove tutte le cose.

T: Vieni, Signore e rendici nuovi con te.

G: Gesù ha detto: “dove sono due o tre riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro”; Il Signore è qui in mezzo a noi, nella nostra casa. Riconosciamo i segni della sua presenza ringraziando il Signore per le cose belle che ci ha donato in questa settimana.

Iniziando dai genitori, ognuno può dire semplicemente uno o più cose belle che in questa settimana sono successe e che ci testimonino la presenza del Signore accanto a noi.

G: Forse durante questa settimana non ci siamo sempre comportati come discepoli di Gesù. Possiamo chiedere perdono al Signore e, se c’è bisogno, possiamo chiederci perdono anche fra noi.

Iniziando dai genitori possiamo fare un breve esame di coscienza per chiedere perdono al Signore.

G: Leggiamo ora il vangelo di questa domenica che ci racconta l’incontro di Gesù con un uomo cieco dalla nascita:

F: Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesù passando vide un uomo cieco dalla nascita; sputò per terra, fece del fango con la saliva, spalmò il fango sugli occhi del cieco e gli disse: «Va’ a lavarti nella piscina di Sìloe», che significa “Inviato”. Quegli andò, si lavò e tornò che ci vedeva. Allora i vicini e quelli che lo avevano visto prima, perché era un mendicante, dicevano: «Non è lui quello che stava seduto a chiedere l’elemosina?». Alcuni dicevano: «È lui»; altri dicevano: «No, ma è uno che gli assomiglia». Ed egli diceva: «Sono io!». Condussero dai farisei quello che era stato cieco: era un sabato, il giorno in cui Gesù aveva fatto del fango e gli aveva aperto gli occhi. Anche i farisei dunque gli chiesero di nuovo come aveva acquistato la vista. Ed egli disse loro: «Mi ha messo del fango sugli occhi, mi sono lavato e ci vedo». Allora alcuni dei farisei dicevano: «Quest’uomo non viene da Dio, perché non osserva il sabato». Altri invece dicevano: «Come può un peccatore compiere segni di questo genere?». E c’era dissenso tra loro. Allora dissero di nuovo al cieco: «Tu, che cosa dici di lui, dal momento che ti ha aperto gli occhi?». Egli rispose: «È un profeta!». Gli replicarono: «Sei nato tutto nei peccati e insegni a noi?». E lo cacciarono fuori. Gesù seppe che l’avevano cacciato fuori; quando lo trovò, gli disse: «Tu, credi nel Figlio dell’uomo?». Egli rispose: «E chi è, Signore, perché io creda in lui?». Gli disse Gesù: «Lo hai visto: è colui che parla con te». Ed egli disse: «Credo, Signore!». E si prostrò dinanzi a lui.

Parola del Signore

 Dopo un breve momento di silenzio, ognuno può condividere con gli altri quello che lo ha colpito di questo brano del Vangelo.

Se può essere utile, per il confronto, si può usare questa traccia. Possiamo chiederci:

I gesti che Gesù compie sono sconcertanti. Proviamo a metterci nei panni di quell’uomo cieco e proviamo a comprendere cosa significhi ricevere quei gesti da uno sconosciuto. A volte Dio interviene nella nostra vita in modo inaspettato e sconcertante.

  • abbiamo la disponibilità di lasciare che Dio agisca nella nostra vita? Abbiamo la disponibilità di fare quei percorsi che Gesù ci indica per poter guarire? Cosa significa andare alla piscina di Siloe?
  • c’è un giudizio duro che viene pronunciato su Gesù dal Sinedrio; ma all’uomo che era stato cieco viene chiesto cosa pensi lui. Abbiamo il coraggio della professione della nostra fede? Cosa pensiamo su Gesù in questo tempo? Cosa diciamo di lui?
  • Gesù si rivela all’uomo che era cieco come il Figlio dell’uomo e quell’uomo aderisce ad una fede piena. Cosa significa per noi oggi dire: credo in te, Signore? Cosa significa avere fede?

Professione di fede (per chi vuole)

G: Insieme all’uomo che era cieco anche noi facciamo oggi la nostra professione di fede:

Io credo in Dio, Padre Onnipotente, Creatore del Cielo e della Terra; e in Gesù Cristo, Suo unico Figlio, nostro Signore, il quale fu concepito di Spirito Santo, nacque da Maria Vergine, patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morì e fu sepolto; discese agli inferi, il terzo giorno risuscitò da morte; salì al Cielo, siede alla destra di Dio Padre Onnipotente; di là verrà a giudicare i vivi e i morti. Credo nello Spirito Santo, la Santa Chiesa Universale, la comunione dei Santi, la remissione dei peccati, la risurrezione della carne, la vita eterna. Amen

Preghiamo insieme

G: Dopo aver ascoltato la parola che Dio ha voluto rivolgerci oggi, anche noi rivolgiamo a Dio la nostra preghiera dicendo: Ascoltaci Signore!

– Per la Chiesa di Dio, per il Papa, per i Vescovi e per la nostra parrocchia. Preghiamo

– Per la pace nel mondo, soprattutto per la Siria. Preghiamo

– Per tutti gli ammalati, per tutti i medici e gli infermieri. Preghiamo

– Per la nostra famiglia perché il Signore le conceda salute e pace. Preghiamo

– Per tutti coloro che hanno paura, perché il Signore li consoli. Preghiamo

– Per tutti coloro che in questo periodo sono in crisi con la loro fede. Preghiamo

– Per tutti coloro che hanno timore di perdere il loro lavoro. Preghiamo

– Per tutte le famiglie in difficoltà. Preghiamo

– Per i nostri morti. Preghiamo

Si possono aggiungere anche altre preghiere.

G: Preghiamo insieme con la preghiera che Gesù ci ha insegnato, quella in cui ci insegna ad adorare il Padre in spirito e verità.

Padre nostro

G: O Padre, che per mezzo del tuo Figlio operi mirabilmente la nostra redenzione, concedi al popolo cristiano di affrettarsi con fede viva e generoso impegno verso la Pasqua ormai vicina. Per Cristo nostro Signore.

T: Amen

G: Il Signore ci benedica e ci protegga.

T: Amen

G: Faccia splendere il suo volto su di noi e ci doni la sua misericordia.

T: Amen

G: Rivolga su di noi il suo sguardo e ci doni la sua pace.

T: Amen

Riflessione sul Vangelo di oggi

Gesù ha festeggiato a Gerusalemme la festa delle capanne, nella quale si invoca l’acqua come dono per la vita, ed uscito dal tempio vede nei pressi della piscina di Sìloe un uomo cieco dalla nascita. Come sempre il “ vedere” di Gesù è diverso da quello dei discepoli. Mentre questi ultimi legano malattia e peccato secondo la dottrina tradizionale, Gesù vede piuttosto la sofferenza ed il grido di aiuto presenti in essa: la malattia diventa l’occasione per l’intervento del Dio che salva. La parola Sìloe significa “ inviato” e Gesù è l”inviato” per compiere le opere di Dio e ciò è possibile finchè è giorno , finchè Egli è nel mondo. Il cieco viene guarito , ed ora non solo vede ma sa: sa di essere stato guarito da Gesù, sa che Dio non ascolta il peccatore ma chi fa la sua volontà, sa che Gesù è l’inviato del Padre per guarire l’umanità. La vita del cristiano è uno stato perenne di conversione, perché obbedendo al Signore ci lasciamo trasformare dalla grazia e dalla luce della Parola di Dio.

Ripartendo dal Battesimo

La candela accesa al Cero Pasquale che riceviamo dopo il Battesimo è simbolo della luce che rischiara il cammino dei neobattezzati. Per poter vedere, per poter camminare abbiamo bisogno di una luce che disperda il buio della notte: la luce della Parola di Dio e del confronto vivo con Gesù (preghiera).

In questa settimana impariamo…..

ad usare il “collirio” del medico Gesù per vedere ogni persona con i suoi occhi ed essere attento ai loro bisogni. Accendiamo la fantasia, ci sono tanti modi………

Dobbiamo quindi riconoscerci sempre ciechi, bisognosi della Grazia che il medico Gesù ci dà per farci vedere di nuovo perché è solo Lui la luce del mondo.

Risultati della Lotteria

Premi In palio

SMART TV LG 55″

Bicicletta “CITY BIKE” donna

Hoverboard “VIVO”

Prosciutto crudo OFFERTO da macelleria “Savoretti” e “Corvatta”

Macchina da caffè “CAFFITALY”

Corso “PRIMO SOCCORSO” (12 ore) presso ECIPAR

Tablet SmartPad Mediacom 10″

Misuratore di pressione “Beurer”

Buono per cena/pizza OFFERTO

da Ristorante Regina Margherita

Buono OFFERTO dal Salone Parrucchieri Greta Orazio Massimo Vannini

Buono OFFERTO dal Salone Parrucchiere Riccardi Renato

Stoffe in seta “Piero Moretti”

Cuffia bluetooth SONY

Tappeto bagno

Set asciugamani bagno

Confezione Salumi

Accessori bagno

Premi di consolazione

Cesto frutta

Barbecue portatile

Kway NAKOTA

Set creme viso

Candela profumata

Set tazze colazione

Set SALE e PEPE

Quadro etnico

Coprispalla in lana

Ciabatte da spiaggia

Borraccia

Set coltelli pizza

Orologio

Occhiali da sole

Occhiali da sole

Numero estratto

1777

1883

0442

0017

0384

2367

1479

2610

2613

1031

2165

2164

1785

3103

1655

0272

2558

1872

Numero estratto

0224

2090

1152

3221

0104

0023

2306

0119

0269

0390

0052

1936

2256

2516

3052