San Francesco d'Assisi
San Francesco: Oggi PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Venerdì 19 Novembre 2010 15:51

   Io e Francesco

Sono un giovane. Sentendo parlare di San Francesco d’Assisi mi sono chiesto: Un santo che ha vissuto tantissimi anni fa, dal 1182 al 1226, mi potrà dire qualche cosa di attuale e mi aiuterà ad affrontare la società contemporanea? Non conosco Francesco in profondità, ma ho letto che è stato un giovane e ha vissuto la vita al massimo. Francesco d’Assisi è stato un ragazzo intelligente, allegro, ammirato che incantava le ragazze con le canzoni d’amore provenzali, la gran moda dei raffinati. Lui è noto per le feste organizzate, ha saputo farsi voler bene dagli amici ed è stato una persona a cui il divertimento non è mai mancato. Direi che questo assomiglia a me, giovane odierno, che ho piacere di divertirmi, di stare in compagna degli amici, di andare in discoteca o di cercare di dar vita a qualche sogno. Perché no? Un Francesco d’Assisi gioviale mi piace.

Mi chiedo: Che cosa ha fatto cambiare la vita a Francesco? Perché da ricco commerciante ha scelto uno stile di vita umile? Lui aveva un futuro assicurato e orientato ad accumulare più soldi, senza preoccuparsi della giornata di domani, ed ecco, lascia tutto per abbracciare qualcosa di più prezioso. Che cosa potrà essere più prezioso nella vita che la gioia di guidare una bella macchina preferita, affidarsi alle proprie sicurezze, farsi una carriera per essere rispettato per il ruolo svolto all’interno della società ecc.? C’è qualcosa di più? Direi di sì. Francesco d’Assisi ha cambiato strada, facendo l’esperienza di Dio. Lui ha sperimentato che Dio lo ama personalmente e che lo chiama ad attuare il progetto di Dio, per cui è nato.

Francesco e la comunione con Dio

Basilica san Francesco d'Assisi

È bello sentirmi amato da un’altra Persona, Gesù Cristo, e che la mia vita non è a caso, non è una semplice unione accidentale tra un ovulo e uno spermatozoo. Francesco, lasciandosi guidare dalla semplicità e dalla creatività nutrite dalla comunione di amore con Cristo attraverso la lettura della Bibbia, il vissuto in prima persona, la meditazione del brano letto e l’assistenza dello Spirito Santo, ha sperimentato la comunione di amore instancabile delle e tra le Persone divine: Dio Padre Dio Figlio e Dio Spirito Santo.

La profondità della comunione ha fatto sì che Francesco scoprisse in ogni elemento della natura la presenza di Dio e il suo equilibrio in Dio, riconoscendogli il ruolo/significato e relazionandosi con amore e rispetto. L’unione interiore profonda con Dio ha portato Francesco ad amare e rispettare la natura, di origine divina, chiamandola “frate” o sorella: frate Sole, sorella Acqua, frate Fuoco, sorella Luna ecc. (cf. Cantico delle Creature di san Francesco d’Assisi).

     

    Francesco e la preghiera

san francesco rimini

 

Di più, ha cercato di rivivere i sentimenti di Cristo verso Dio e verso il prossimo, cristiano e non, con amore, annunciando Cristo con la testimonianza, con la preghiera, diventando lui stesso uomo di preghiera (Cf. Tommaso da Celano, Vita seconda di San Francesco d’Assisi, n. 95: Fonti Francescane, n.682). Essere uomo di preghiera non si riduce a “dire le preghiere”, ma il vissuto e le attività quotidiane diventano preghiera. Una delle povertà più grandi per Francesco è la non conoscenza di Gesù Cristo. In un periodo storico dominato dalla mentalità comune sulle crociate per liberare i territori cristiani occupati dai musulmani, San Francesco annuncia il Vangelo ai musulmani con il dialogo e con la testimonianza. Ascoltare la voce di Dio ti porta ad uscire dalla mentalità comune e a ridare alla Chiesa una freschezza, attestando la presenza di Dio nella Chiesa voluta e istituita da Cristo. Il patrimonio della fede prende vita e respiro con le mie scelte.

   Francesco e la gente: la fede

Francesco ha voluto vivere la fede in mezzo alla gente e con la gente. La disponibilità e l’annuncio della Parola di Dio stanca tutti e quindi anche Francesco. La sua genialità è stata ritirarsi negli eremi per caricarsi di Dio attraverso la preghiera, la meditazione e la contemplazione per vivere in modo completo la sua umanità, corpo e anima, con il mondo, con i fratelli e con Dio

San Francesco d’Assisi è vissuto tanto tempo fa, ma il suo spirito di rapportarsi con la vita è rimasto attuale. La necessità di rispettare la natura come dono di Dio, la felicità/necessità di lasciarsi guidare da Dio senza annullare l’uso della creatività, della progettualità, dell’inculturazione storica della vocazione o della scienza

   Dono di santità: io e Francesco

Seguire la propria vocazione ricevuta da Dio ci rende felici, nei vari ambiti come quello familiare, della vita consacrata o professionale. San Francesco ha ricevuto in dono le stimmate, per la prima volta nella storia dell’umanità dopo la morte di Cristo, come segno dell’unione e dell’identificazione totale con Cristo. Questo è San Francesco d’Assisi, ma il dono della santità è donato ad ogni cristiano nel Battesimo e tocca a me svilupparlo e farlo maturare attraverso la creatività, la manifestazione dell’amore verso Dio e il prossimo, gli sbagli, il perdono, l’aiuto reciproco, il lasciarsi aiutare dallo Spirito Santo con i suoi doni.

Dio intraprende una comunione con me e vuole che io aderisco liberalmente, rimanendo fedele alla relazione amichevole. Lui investe il meglio di Sé in questa relazione e io quanto sono disposto a concedere nella riuscita…?

Pace e bene!

Ultimo aggiornamento Sabato 20 Settembre 2014 15:41